Cosa dice la legge
La parità di retribuzione tra donne e uomini è garantita dall'articolo 37 della Costituzione e dal Codice delle pari opportunità (D.Lgs. 198/2006), che vieta qualsiasi discriminazione nella retribuzione per lo stesso lavoro o per un lavoro di pari valore.
Il decreto legislativo 7 maggio 2026, n. 96, in vigore dal 7 giugno 2026, ha recepito la direttiva europea 2023/970 sulla trasparenza retributiva: aggiunge obblighi di trasparenza per le aziende e nuovi diritti per chi lavora.
Cosa puoi fare adesso
- Chiedere per iscritto al datore il tuo livello di retribuzione e i livelli medi, divisi per sesso, di chi svolge il tuo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.
- Parlare del tuo stipendio con i colleghi: le clausole che lo vietano non valgono quando servono a far rispettare la parità.
- Se sei in selezione, sapere la retribuzione iniziale o la fascia prevista, senza che ti chiedano quanto guadagnavi prima.
- Chiedere le differenze non pagate e il risarcimento, se la disparità non ha una giustificazione oggettiva.
"Lavoro di pari valore": cosa vuol dire
Non serve fare esattamente le stesse mansioni del collega. Si confrontano competenze, impegno, responsabilità e condizioni di lavoro: due ruoli diversi possono avere lo stesso valore e quindi meritare la stessa paga.
Nelle cause per discriminazione la prova è agevolata: se ci sono elementi che fanno pensare a una disparità, tocca all'azienda dimostrare che la differenza ha una ragione oggettiva e neutra.
Cosa preparare
- Le tue buste paga e il contratto.
- Quello che sai degli stipendi dei colleghi (anche informazioni parziali).
- La descrizione del tuo ruolo e di quello dei colleghi con cui ti confronti.
Domande frequenti
È la differenza di retribuzione tra donne e uomini. Quando riguarda persone che fanno lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore e non ha una giustificazione oggettiva, è una discriminazione vietata dalla legge.
Con il D.Lgs. 96/2026 puoi chiedere al datore le informazioni sul tuo livello retributivo e sui livelli medi, divisi per sesso, delle persone che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Non i dati del singolo collega, ma le medie per categoria.
Il D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96, che recepisce la direttiva UE 2023/970, è in vigore dal 7 giugno 2026. Alcuni obblighi per le aziende, come le comunicazioni periodiche sui divari, dipendono dal numero di dipendenti.
Le differenze retributive non pagate e il risarcimento del danno, oltre all'adeguamento dello stipendio per il futuro. Le somme arretrate vanno chieste nei limiti della prescrizione: meglio muoversi presto.
Il divieto riguarda qualsiasi discriminazione retributiva legata al sesso. Nella pratica, però, nella grande maggioranza dei casi a essere pagate meno sono le donne.
Informazioni generali aggiornate a ottobre 2026: non sostituiscono la valutazione del tuo caso concreto.