Diritto del Lavoro25 marzo 2026

Smart working e diritto alla disconnessione: tutele e responsabilità del datore di lavoro

Le recenti pronunce di merito chiariscono l'ambito del diritto alla disconnessione e le conseguenze per chi non rispetta gli orari di lavoro concordati.

Smart working e diritto alla disconnessione: tutele e responsabilità del datore di lavoro

Il diritto alla disconnessione, introdotto in Italia con la L. 81/2017 sul lavoro agile, sta finalmente trovando una propria definitiva consacrazione nella giurisprudenza di merito. Diverse pronunce recenti dei Tribunali del Lavoro hanno riconosciuto il diritto del lavoratore a non essere contattato fuori dall'orario concordato, sanzionando comportamenti aziendali contrari.

In particolare, il Tribunale di Milano, con sentenza del febbraio 2026, ha condannato un'azienda al risarcimento del danno biologico nei confronti di una dipendente in smart working, costretta a rispondere a email e chiamate fino a tarda sera. Il giudice ha ritenuto che la sistematica violazione del diritto alla disconnessione integri un comportamento illegittimo del datore di lavoro, anche in assenza di un accordo specifico sugli orari.

Per i datori di lavoro è quindi essenziale predisporre policy interne chiare, definire fasce orarie di reperibilità e formare il management al rispetto dei tempi di vita dei collaboratori. Per i lavoratori, è importante documentare puntualmente le richieste fuori orario, conservando email, messaggi e log di chiamate.

Lo Studio assiste sia aziende nella redazione di policy compliant sia lavoratori nelle azioni di tutela individuale.

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