Truffato online dopo un bonifico: cosa fare nelle prime ore e come recuperare i soldi
Ha fatto un bonifico e ha scoperto di essere stato truffato online. Vediamo cosa fare subito con la banca, entro quando presentare querela e quando la banca deve rimborsare.

Ha fatto un bonifico per un acquisto online, per un falso investimento o perché qualcuno che si spacciava per la sua banca le ha detto di «mettere al sicuro» i risparmi, e ha capito di essere stato truffato. La risposta breve è che nelle prime ore conta la velocità: chiami subito la banca per bloccare ciò che si può bloccare e chiedere il richiamo del bonifico, conservi tutte le prove e presenti querela. Per la truffa online con bonifico il termine da non perdere è di tre mesi per la querela, ma i soldi si recuperano più facilmente se ci si muove nello stesso giorno.
In questo articolo spieghiamo cosa fare in ordine di urgenza, se la banca deve rimborsare, entro quando presentare querela e quali strade restano per recuperare il denaro.
Cosa fare subito dopo una truffa online con bonifico?
Il primo passo è telefonare alla propria banca, al numero ufficiale riportato sul sito o sulla carta, non a quello indicato dal truffatore. Chieda tre cose: di bloccare l'accesso all'home banking e le carte se ha comunicato codici o password, di tentare il richiamo del bonifico, cioè la richiesta alla banca del beneficiario di restituire la somma, e di registrare la sua segnalazione con data e ora. Subito dopo confermi tutto per iscritto, via PEC o con il modulo di reclamo della banca.
Il richiamo non garantisce la restituzione. Se il bonifico è istantaneo, l'accredito è già avvenuto in pochi secondi; anche un bonifico ordinario, una volta preso in carico dalla banca, di norma non si può più revocare. Il richiamo funziona solo se il denaro è ancora sul conto di destinazione e la banca del beneficiario collabora, per questo ogni ora conta: i truffatori spostano le somme molto in fretta.
Poi cambi le password dell'home banking, dell'email e degli account collegati, e non risponda più ai contatti del truffatore, anche se le promettono un rimborso: spesso è l'inizio di una seconda truffa.
Quali prove devo conservare?
Non cancelli nulla. Servono la ricevuta del bonifico con IBAN e intestatario del beneficiario, gli screenshot delle conversazioni (chat, email, SMS) con data e ora visibili, il link o il nome del sito o del profilo social, il numero da cui è stato chiamato e il registro delle chiamate. Se ha ricevuto un SMS che sembrava della banca, conservi anche quello: è utile per ricostruire il meccanismo dell'inganno.
Scriva una breve cronologia: quando è stato contattato, cosa le è stato detto, quando ha fatto il bonifico, quando si è accorto della truffa e quando ha chiamato la banca. Questa ricostruzione servirà sia per la querela sia per l'eventuale contestazione alla banca.
Entro quanto devo presentare querela?
Il termine per la querela è di tre mesi, secondo l'articolo 124 del codice penale, e decorre dal giorno in cui ha avuto notizia del fatto, di solito il momento in cui ha capito di essere stato truffato. Esempio: se ha scoperto la truffa il 15 ottobre, la querela va presentata entro il 15 gennaio.
La truffa è prevista dall'articolo 640 del codice penale, che nella forma base la punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 51 a 1.032 euro, ed è punibile a querela della persona offesa. Si procede d'ufficio solo in presenza di alcune aggravanti, e nelle truffe online la questione può essere discussa: per questo è sempre prudente presentare querela nei termini, senza contare sul fatto che si proceda comunque. Se invece il truffatore è entrato nel suo home banking e ha disposto lui il bonifico, il fatto può rientrare nella frode informatica dell'articolo 640-ter.
La querela si presenta ai carabinieri, a un ufficio di polizia, compresa la Polizia Postale, o alla Procura della Repubblica, anche tramite un avvocato. Nell'atto si descrivono i fatti, si allegano le prove e si dichiara di voler perseguire penalmente i responsabili. È utile chiedere di essere avvisati di un'eventuale richiesta di archiviazione, per potervisi opporre, e indicare l'IBAN di destinazione: le indagini partono spesso da lì e possono portare a bloccare le somme ancora presenti sul conto.
La banca deve rimborsarmi il bonifico?
Dipende da chi ha disposto il pagamento. Il decreto legislativo n. 11 del 2010 tutela il cliente per le operazioni non autorizzate, cioè quelle che non ha disposto lui: è il caso del truffatore che, dopo aver ottenuto le credenziali, entra nel conto e fa il bonifico. In questa ipotesi la banca deve rimborsare subito, al più tardi entro la fine della giornata operativa successiva a quella in cui ha avuto conoscenza dell'operazione. Può rifiutare se ha motivo di sospettare una frode del cliente, e può addebitargli la perdita se dimostra che ha agito con dolo o colpa grave nel custodire le credenziali. Senza dolo o colpa grave, la perdita a carico del cliente è limitata a una franchigia massima di 50 euro.
L'operazione non autorizzata va comunicata alla banca senza indugio e comunque entro tredici mesi dall'addebito: oltre questo termine il cliente perde il diritto al rimborso.
Se invece è stato lei a disporre il bonifico, anche se ingannato, secondo l'orientamento prevalente dell'Arbitro Bancario Finanziario l'operazione è considerata autorizzata e quella tutela non si applica. Può comunque contestare alla banca eventuali mancanze specifiche, ad esempio nei controlli o nella gestione della sua segnalazione, ma la strada è più stretta e va valutata caso per caso.
Dal 9 ottobre 2025, in applicazione del regolamento UE 2024/886, la banca deve offrire gratuitamente la verifica del beneficiario, che confronta il nome inserito con l'intestatario dell'IBAN prima che il bonifico parta. Se l'app le ha segnalato che il nome non corrispondeva e lei ha proceduto lo stesso, la contestazione alla banca diventa più difficile.
Come si contesta alla banca e cosa fare se dice di no?
Si invia un reclamo scritto, chiedendo il rimborso e allegando la cronologia e la copia della querela. Per i servizi di pagamento la banca deve rispondere entro quindici giornate operative. Se non risponde o respinge il reclamo, ci si può rivolgere all'Arbitro Bancario Finanziario, un organismo istituito presso la Banca d'Italia che decide le controversie tra clienti e intermediari senza bisogno di andare in tribunale. Il ricorso va presentato entro dodici mesi dal reclamo, costa 20 euro, rimborsati dalla banca se il ricorso è accolto anche in parte, e può riguardare solo le questioni già sollevate nel reclamo. Per questo il reclamo va scritto con attenzione fin dall'inizio.
In alternativa, o se la decisione dell'Arbitro non viene rispettata, resta la causa civile davanti al giudice.
Posso recuperare i soldi dal truffatore?
Se le indagini identificano il truffatore o l'intestatario del conto che ha ricevuto il denaro, si può chiedere il risarcimento costituendosi parte civile nel processo penale, oppure agire in sede civile per la restituzione. Spesso il conto di destinazione è intestato a un prestanome, ma anche questa persona può essere chiamata a rispondere. Il recupero dipende però da quanto denaro viene effettivamente trovato: non è mai garantito, ed è un motivo in più per agire in fretta.
Quando farsi assistere e cosa preparare
Conviene rivolgersi a un avvocato subito dopo aver chiamato la banca, soprattutto se l'importo è rilevante, se il truffatore ha avuto accesso al suo conto o se la banca le ha già risposto negativamente: impostare bene fin dall'inizio querela e reclamo evita di perdere termini e argomenti.
Per una prima valutazione prepari la ricevuta del bonifico, gli estratti conto del periodo, le conversazioni e gli SMS, il registro delle chiamate, la cronologia dei fatti, la copia della querela se l'ha già presentata e l'eventuale risposta della banca.
Se si trova in questa situazione, può richiedere una consulenza online allo Studio Legale Ricci: la materia penale è seguita dall'Avv. Beissan Al Qaryouthi, che esamina i documenti e risponde per iscritto in 2-5 giorni lavorativi, indicando come presentare querela e quali strade seguire nei confronti della banca.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale, sono aggiornate alla data di pubblicazione e non sostituiscono un parere legale sul caso specifico.
Area di interventoDiritto PenaleDifesa nelle indagini e in giudizio, misure cautelari e tutela della persona offesa.Articoli correlati

28 ottobre 2026
L'ex mi perseguita con messaggi e appostamenti: cosa fare contro lo stalking
Messaggi continui, appostamenti sotto casa, contatti con amici e colleghi: quando l'ex non si ferma può essere stalking. Vediamo come scegliere tra ammonimento e querela, entro quando agire e quali protezioni chiedere.
Leggi di più
18 ottobre 2026
Ricevo minacce su WhatsApp: quando è reato e come denunciare
Una minaccia scritta in chat è un reato come se fosse detta a voce, ma per querelare ci sono tre mesi. Vediamo quando un messaggio è minaccia, come conservare le prove e cosa cambia se i messaggi sono continui.
Leggi di più
15 ottobre 2026
Avviso di conclusione delle indagini (415-bis): cosa fare nei 20 giorni
Ricevere l'avviso di conclusione delle indagini significa che il pubblico ministero intende chiedere il processo. Vediamo cosa contiene, cosa si può fare nei venti giorni e se conviene farsi interrogare.
Leggi di più